Di lui, come di altri grandi della storia, ricordiamo quasi sempre solo i successi, mai i loro momenti di sconforto, di sconfitta. Mandela visse molti anni in carcere, e questo ci è riportato ed è passato alla storia come un fatto di grande valore, un fatto che lo ha reso il grande uomo che ricordiamo, ma di per se è un "fallimento", o così la società ce lo fa vedere. Uomini che hanno vissuto in condizioni di prigionia, di isolamento, che sono stati deportati in campi di concentramento, uomini che hanno saputo vivere quelle situazioni, crescere e migliorare, che più di una volta sono fuggiti alla morte e hanno vinto. Sono quegli uomini che hanno fatto i conti con se stessi nelle situazioni peggiori che l'essere umano possa immaginare. Il come ci sono riusciti, quali risorse hanno usato, come hanno scelto di agire e di sentirsi... queste sono le cose che dovrebbero passare alla storia come inestimabile patrimonio umano. Di certo, hanno tutti una componente comune: un grande amore per la vita e un forte senso di libertà, la libertà di essere persone, la libertà di sentirsi e di agire come tali. Più vicino alla morte che alla vita, l'uomo tira fuori tutta la forza che ha dentro oppure si spegne lentamente.
La libertà di scegliere cosa fare, cosa dire, cosa pensare e come sentirci.
Troppo spesso ci dimentichiamo di questa libertà, e quello che otteniamo dalla vita dipende in grandissima parte da se e come la usiamo.
Viktor Frankl, neurologo e psichiatra austriaco di origini ebraiche, sopravvissuto alla prigionia in 4 campi di concentramento.
...e penso: se un uomo detenuto nei campi di concentramento è riuscito a far valere la sua libertà, a me cosa lo impedisce?
Love!

