lunedì 18 gennaio 2016

La libertà

Nelson Mandela ha detto "Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso."
Di lui, come di altri grandi della storia, ricordiamo quasi sempre solo i successi, mai i loro momenti di sconforto, di sconfitta. Mandela visse molti anni in carcere, e questo ci è riportato ed è passato alla storia come un fatto di grande valore, un fatto che lo ha reso il grande uomo che ricordiamo, ma di per se è un "fallimento", o così la società ce lo fa vedere. Uomini che hanno vissuto in condizioni di prigionia, di isolamento, che sono stati deportati in campi di concentramento, uomini che hanno saputo vivere quelle situazioni, crescere e migliorare, che più di una volta sono fuggiti alla morte e hanno vinto. Sono quegli uomini che hanno fatto i conti con se stessi nelle situazioni peggiori che l'essere umano possa immaginare. Il come ci sono riusciti, quali risorse hanno usato, come hanno scelto di agire e di sentirsi... queste sono le cose che dovrebbero passare alla storia come inestimabile patrimonio umano. Di certo, hanno tutti una componente comune: un grande amore per la vita e un forte senso di libertà, la libertà di essere persone, la libertà di sentirsi e di agire come tali. Più vicino alla morte che alla vita, l'uomo tira fuori tutta la forza che ha dentro oppure si spegne lentamente. 


La libertà di scegliere cosa fare, cosa dire, cosa pensare e come sentirci.
Troppo spesso ci dimentichiamo di questa libertà, e quello che otteniamo dalla vita dipende in grandissima parte da se e come la usiamo.



Viktor Frankl, neurologo e psichiatra austriaco di origini ebraiche, sopravvissuto alla prigionia in 4 campi di concentramento.

...e penso: se un uomo detenuto nei campi di concentramento è riuscito a far valere la sua libertà, a me cosa lo impedisce?

Love!

giovedì 14 gennaio 2016

Affermazioni Positive

Quante parole diciamo durante la giornata? Quante di queste sono veramente utili? Quante sono positive, dove per positive intendo "buone", che nutrono noi e chi le riceve? Facciamo attenzione a ciò che esce dalla nostra bocca? Molto spesso anche se contiamo fino a 10 prima di parlare, quello che esce non è proprio il massimo della positività.
Aiuterebbe allora pensare di più prima di parlare? Certo porterebbe un cambiamento alla qualità delle nostre parole, e così delle frasi che componiamo, fino a migliorare le nostre conversazioni e in una visione più ampia migliorare le nostre relazioni interpersonali.
E se invece bastasse un po' di allenamento? Le parole giuste usciranno spontaneamente e la magia verrà da sé. Come quei ritornelli che ci troviamo a canticchiare spesso, magari di canzoni che neanche ci piacevano la prima volta che le abbiamo ascoltate, ma per qualche motivo ci rimangono in testa, come a volerci dire qualcosa, forse ci parlano di noi...

Le affermazioni positive sono quelle che, alla domanda "Ti piacerebbe se fosse realmente così?" oppure "Questo migliorerebbe la tua vita?" la tua risposta è un forse e sincero SI! Affermazioni che ti fanno sognare ad occhi aperti, vibrare di energia positiva, e perché no, anche intestardire, dire a te stessa SI, VOGLIO CHE SIA COSI'. Sono quelle frasi che hai sempre sentito dentro di te, nel profondo, ma non hai mai formulato, forse nemmeno mai pensato, ma quando le leggi, quando affiorano nella tua mente, spesso come un lampo a ciel sereno, ti fanno sussultare, sbarrare gli occhi, sorridere veramente e dire ECCO, COSI' DEVE ESSERE!

Questo è un mio proposito per il nuovo anno da poco iniziato: userò affermazioni positive per me stessa, per poi usare più parole di amore con gli altri.
Per prendere spunto e ispirazione, leggo i libri di Louise Hay, autrice americana diventata famosa per le sue tecniche di guarigione con le affermazioni positive...
...come questa


Love!