martedì 29 dicembre 2015

Decidete quello che volete diventare



Qual era il vostro gioco preferito quando eravate bambini/e?
Come ci giocavate? Tutti almeno una volta abbiamo assunto un ruolo nel gioco
che amavamo fare, chi pompiere, chi esploratore, chi ferroviere, pilota d'auto,
scienziato, chi insegnate o ballerina, chi cowboy e chi indiano.
E come ci giocavamo? Con l'IMMAGINAZIONE, con la creazione nella nostra mente di un ruolo, di una storia. Immaginavamo di essere il pompiere che salvava quel palazzo da un incendio, e ci immedesimavamo in quel ruolo, ci perdevamo per ore intere in quella missione ed erano veramente poche le cose potevano farci smettere.

Dove è finita quella capacità che sognare, di immaginare una realtà così chiara e di desiderare tanto che questa si realizzi? Spendendoci energie, fiato, non vergognandoci e giocando spesso con le nostre regole. Si, perché quel gioco e quel ruolo lo abbiamo scelto noi, e se il nostro compagno di giochi ci dice che una cosa il nostro personaggio non la può fare, non lo ascoltiamo, perché è il nostro personaggio, le sue regole le decidiamo noi...
 NOI abbiamo scelto che quello è il gioco del pompiere.

Love

giovedì 24 dicembre 2015

Buon Natale!

E' arrivato il Natale, momento dell'anno che nella nostra cultura occidentale significa anche scambio di doni. Facciamo regali e riceviamo regali. Per molti questo è un periodo di gioia, ed è così che dovrebbe essere; 
ma per altri il Natale non è vissuto con spirito di festa e condivisione. 
Molte di queste persone sono sole, vivono in condizioni più disagiate delle nostre, anziani che vivono soli o in case di riposo, bambini negli orfanotrofi. 
Una festa da passare in famiglia come è il Natale per molti è semplicemente un ricordo, per altri un'immaginazione. 
Alleniamoci a mandare un pensiero d'amore, solidarietà e affetto a tutti loro, e se ne abbiamo la possibilità, andiamo a trovarli, anche solo per poco, anche solo per un abbraccio, un saluto o una carezza. Forse a noi sembrerà poco, ma non sapremo mai cosa significa per loro, quanto questo può cambiare la loro giornata.

Spesso capita che accumuliamo tutti i nostri desideri più grandi a Natale, come da bambini ci aspettiamo di ricevere il regale che abbiamo tanto desiderato per tutto l'anno. Scriviamo la letterina a Babbo Natale e riponiamo lì tutti i nostri desideri, confidando in quel vecchietto con la barba e il vestito rosso. 
E da bambini è bello, da bambini spesso funziona così.
Ma cosa succede quando diventiamo grandi? Ci dimentichiamo di quel forte senso di desiderio per qualcosa che ambiamo così tanto ad avere? Io credo di no. 
E a chi affidiamo quel compito di portarci i doni? 



Love,
e Buon Natale!
Sofia

giovedì 10 dicembre 2015

L'impossibile non ci appartiene

"Ho in mente un'idea grandiosa, un lampo di genio!"
"Ho deciso, voglio realizzare qualcosa di grande!"
"Non ci avrei mai creduto ma ecco che ogni cosa mi dice che lo devo fare, 
è la cosa giusta!"
"Sto lavorando per raggiungere questo obiettivo, che te ne pare?"

Attimi di gioia in cui realizzi che ciò che vuoi fare, che ti senti realmente in grado di fare è ciò che realmente vuoi e per questo lo condividi con altri, con chi ti sta intorno. Esponi i tuoi obiettivi, il risultato che vuoi raggiungere, perché vuoi condividere con loro questa tua felicità, perché te la senti dentro ed è talmente grande che vuoi farla uscire e donarla agli altri, spesso per contagiarli, altre volte per ispirarli.

Quali sono le reazioni? Cosa ti dicono le persone alle quali esponi i tuoi progetti?
Se almeno una volta ti è capitato di sentirti dire frasi tipo 
"Ma sei sicuro? ...... 
Sai quali e quante sono le possibilità di fallire? .....  
Conosco altri che hanno detto così poi non hanno ottenuto nulla. ....
Ma dai, è impossibile, come ti viene in mente di fare una cosa del genere?
Questo non è il momento per fare scelte di questo tipo. ..... "

Queste rappresentano un vero e proprio ostacolo, anche se non lo vediamo fisicamente o non lo percepiamo come tale, ma una risposta di questo tipo ci tocca, in qualche modo.
Allora le reazioni spontanee sono due: lotta o fuga.
Lotti per il tuo obiettivo e quindi simbolicamente anche contro quello che ti viene detto?
O fuggi e rinunci?

Ricorda:

Quando qualcuno ci dice che qualcosa non può essere fatto, che è impossibile raggiungere quell'obiettivo, quello è un riflesso delle SUE limitazioni, non delle nostre!





Love! 

venerdì 4 dicembre 2015

I nostri poteri

Quali risultati otteniamo dalla nostra mente, dai nostri pensieri e quali emozioni viviamo, dipende solo da come scegliamo di usare la nostra mente.

Siamo noi a scegliere come sentirci, quando e come passare da un'emozione ad un'altra, smettere di provare rabbia per iniziare a provare pace e serenità.

Come? Esercitandoci a sperimentare le nostre emozioni e i nostri pensieri, giocare con loro, riconoscerli ed accettarli così come e quando si presentano, ringraziarli per il loro esserci e lasciarli andare.

Spesso dimentichiamo di avere poteri e risorse, o non sappiamo come accedervi.
Finiamo col confrontare i nostri risultati con quelli degli altri dimenticando che non potremmo mai essere un'altra persona. Possiamo solamente essere una versione migliore di noi stessi.




Love!

lunedì 30 novembre 2015

Come scegli?

Uno degli auguri più belli e significativi che "per caso" ho letto in questo ultimo periodo.

Puoi vedere la tua speranza, il tuo sogno realizzato come un'immagine, percepirlo come una sensazione fisica, puoi sentire dei suoni, puoi dirti delle cose. 

Tutto questo è un valore aggiunto che ti porterà a fare maggiore chiarezza su ciò che realmente vuoi.

Nel coaching facilitiamo questo processo, queste associazioni, accompagnando la persona in un viaggio dentro di se, porgendo delle domande che lo porteranno a scoprire scenari e risposte che fino a quel momento non aveva trovato o non aveva valutato.

Le paure sono importanti, ci vogliono comunicare qualcosa.
L'errore che facciamo con loro spesso è quello di seguirle troppo, affidarci a loro, oppure non interpretarle nel giusto modo.
Dobbiamo imparare a danzare con loro, a prenderle per mano: solo così possiamo proseguire e scegliere veramente col cuore, senza più ombre.
Così come la speranza ha un suo motivo di esistere, così anche la paura.

La paura di analizzare la paura, molte volte è quello che ci frena; non sappiamo bene come farlo, come affrontare quello che potrebbe succedere.
Il coach è lì per questo, per stare accanto ed aiutare ad affrontare qualsiasi dubbio o timore può insorgere nel fantastico dialogo con le nostre paure.



giovedì 26 novembre 2015

il giorno del Ringraziamento

26 novembre 2015, come ogni quarto giovedì di novembre, negli Stati Uniti si festeggia il Thanksgiving Day, il giorno del ringraziamento: una festa di origine cristiana che risale al 1621, in cui il popolo si mostrava grato a Dio per il raccolto e per quanto ricevuto durante l'anno trascorso.
Proclamata da Lincoln festa nazionale, oggi gli americani festeggiano non lavorando e pranzando con la famiglia, gli amici e aiutando i più bisognosi.

La Gratitudine:
Mai come nel nostro secolo, molte persone credono che il successo porti alla felicità.
Una ricerca dimostra che il 75% del nostro successo dipende dal nostro ottimismo, dalla rete di sostegno sociale e dalla capacità di gestire risorse e stress in modo positivo. Le persone felici riescono meglio nel lavoro: sono più produttive, più veloci ed accurate, maggiormente resilienti, cambiamo lavoro più raramente, hanno stipendi più elevati. 
Ma la cosa interessante è che la nostra felicità può essere allenata esattamente così come si allena il nostro corpo.
In che modo farlo?

Un esercizio molto utile è quello di tenere un diario, dove ogni giorno scriviamo 3 cose per cui siamo grati, elencando almeno una cosa positiva accaduta durante il giorno, facendo esercizio fisico, un atto di gentilezza casuale almeno tre volte alla settimana. 
Datevi tempo un mese e vedete come cambiano le cose.

Namasté  _/\_


lunedì 23 novembre 2015

"Se non puoi passare attraverso una montagna, giraci intorno. 
Se non puoi giraci intorno, passaci sopra. 
Se non puoi passarci sopra, siediti un attimo 
e chiediti se raggiungere l'altro lato 
sia davvero così importante. 
Se lo è, comincia a scavare una galleria."



Non fare semplici errori

In PNL si dice che "non esistono fallimenti ma solo feedback".

Cosa significa "feedback"?


feedback:
  1. 1.
    Nel linguaggio tecnico e scientifico, processo per cui il risultato dall'azione di un sistema (apparecchio, dispositivo, o meccanismo) si riflette sul sistema stesso per correggerne o modificarne il comportamento.
  2. 2.
    In linguistica e anche in psicologia, effetto retroattivo di un messaggio o di un'azione su chi li ha promossi.
  3. 3.
    Nel marketing, informazione in risposta ad una campagna commerciale.

  4. Origine: Comp. di (to) feed ‘alimentare, nutrire’ e back ‘indietro’ •1956   

  5. [fonte: Google*]

Partendo da questo concetto, ogni nostra azione o comportamento che portano ad un risultato negativo o che non corrisponde a quello sperato, non possiamo definirli un fiasco, un fallimento, un errore.

Permettiamoci di trarre gli insegnamenti che ogni singola esperienza può darci; lasciamo aperta la nostra mente a ricevere feedback da chi ci sta intorno, e da questi feedback traiamone nutrimento per migliorarci e per migliorare le nostre performance future.

Non permettiamo che gli errori che facciamo siano semplici errori, non facciamoci governare da sentimenti e stati d'animo negativi. 
Cambiamo questi atteggiamenti per imparare dagli errori, e perchè no, anche dalle nostre risposte interne a quegli errori, che ci sorgono spontanee e non possiamo immediatamente controllare.

Il coaching e la PNL ci aiutano molto in questo, così come le pratiche di meditazione e yoga.


NB:
Abbiamo sempre una seconda opportunità, l'importante è imparare e crescere dalla precedente.



domenica 22 novembre 2015

la porta e il cancello

Quante volte pensiamo che, nel momento in cui ci viene negata la possibilità di fare qualcosa, viene bocciato un nostro progetto di lavoro, non veniamo assunti da un'azienda o veniamo licenziati, la nostra relazione col partner finisce, o comunque succede qualcosa nella nostra vita che ci fa provare delusione, tristezza, amarezza ecc., quante volte pensiamo che quella è una fine, ed oltre a quella fine vediamo solo il peggio, che da quel momento le cose andranno si diversamente, ma prenderanno una piega negativa per noi? Viviamo quelle situazioni, quelle esperienze in maniera tanto negativa da vedere davanti a noi un enorme portone chiuso.
Perdiamo le speranze, o almeno così ci sentiamo in quel momento. 
Come sarebbe immaginare quel portone chiuso come una piccola porticina, un po' come se fossimo la "grande" Alice di "Alice nel paese delle meraviglie"? 
E se, mantenendo la nostra grandezza ci voltassimo e vedessimo un cancello, spalancato, e fuori un enorme viale che ci invita a percorrerlo e ci attrae, e quello fosse il viale delle grandissime opportunità che ci aspettano e che sono ancora tutte da scoprire?



mercoledì 18 novembre 2015

Il COACHING

Il coaching è uno strumento finalizzato a migliorare le performance (personali, sportive, professionali) e a raggiungere gli obiettivi attraverso la scoperta e lo sviluppo delle potenzialità e delle risorse interiori.
Aiuta ad osservare “dove ti trovi oggi” e a definire “dove vuoi essere domani” elaborando un piano di azioni utili a raggiungere la meta.
Il coach allena ed accompagna le persone a raggiungere i risultati desiderati, prendere decisioni, creare nuove credenze, compiere nuove azioni migliorando la qualità della vita. È un processo di crescita e apprendimento, con traguardi specifici, che facilita il cambiamento.



COME: attraverso una conversazione incentrata sulla persona e un ascolto attento, creando un clima di fiducia e con domande mirate, in cui il cliente può esprimersi liberamente, prendere consapevolezza delle proprie risorse, elaborare e sperimentare nuovi comportamenti.

PENSA A COME SAREBBE...
  • sperimentare benessere emotivo
  • ritrovare la motivazione
  • liberare le risorse
  • superare gli ostacoli e risolvere i conflitti
  • chiarire i propri obiettivi e raggiungerli
  • gestire meglio tempo, energie e/o stress
  • sviluppare la creatività
  • migliorare la comunicazione e le relazioni


CON CHI?

Sofia Gobbi
Coach e Master Practitioner in PNL e Neurosemantica, formata presso l'Istitutto Italiano di Neurosemantica.
Facilitatrice del metono TUAV (Tutta un'altra vita) ideato da Lucia Giovannini.

INCONTRI:
Le sessioni di Coaching hanno durata variabile, circa 1 ora / 1ora e 30.
Il numero di incontri dipende dal tipo di percorso di crescita personale che si vuole intraprendere.
Anche via SKYPE

Contatti:
e-mail: sofiagobbi89@gmail.com
Skype: sofia.gobbi

Cosa vuoi lasciare qui?

Esseri di passaggio, questo siamo su questa Terra. Da qualsiasi punto vuoi guardarla, arriviamo, viviamo e ce ne andiamo, la nostra volontà lavora nel mezzo, il come agiamo determina il come viviamo e come lasciamo questo posto nel memento in cui ce ne andremo. Un po' come entrare in un locale: non sappiamo come e cosa vi troveremo lì, ma per tutto il tempo in cui staremo lì dentro contribuiremo ad un suo cambiamento, e così come lo lasceremo. Possiamo sporcare, mettere in disordine, fare rumore, incentivare altri a fare ciò... oppure possiamo scostare la sedia, sederci al tavolo, ordinare, consumare, alzarci e lasciare tutto come lo avevamo trovato.

Un po' come entrare nella vita di qualcuno: non sappiamo chi è passato prima cosa ha lasciato in questa persona, ma possiamo scegliere come comportarci con lei, come trattarla e come lasciarla.




lunedì 2 marzo 2015

E se poi mi dice no?

Fare una proposta, chiedere un favore, fare un invito...
Sono semplici atti di comunicazione, ma per molti rappresentano veri e propri ostacoli.
La paura del rifiuto: cosa significa per te "rifiuto"? che significato dai al NO come risposta ad una richiesta o a un invito? può forse essere che ricevere un NO ad una richiesta significhi per te riceverlo alla persona e quindi lo prendi sul personale e non sulla situazione in sé.
Hai ricevuto un NO ed eri convinto sarebbe stato un si? 
Come hai reagito? Cosa hai pensato? 

C'è invece mai stata una volta in cui hai ricevuto un NO e non hai dato grande importanza: "ok, non vuole farlo, proverò a chiederlo un' altra volta o a qualcun altro."?
Se ti è già successo, prova ad analizzare la situazione: a chi lo hai chiesto (un parente, un amico intimo, al tuo compagno o compagna...), cosa di preciso hai chiesto (un prestito, un favore, un invito...) e soprattutto cosa ti aspettavi prima di chiederlo, cosa ti dicevi? come ti sentivi? hai immaginato la scena? hai ipotizzato un rifiuto? se la scena si ripetesse, per te sarebbe uguale?

Come non prendere un rifiuto sul personale
La continua lotta dell' autostima, noi e gli altri, noi e le situazioni che ci circondano. 
Nel momento del rifiuto non facciamo caso che il suo NO è rivolto alla mia domanda o invito, che non sta dicendo NO a me come persona, ma a ciò che chiedo o propongo.

Subentra la paura perché ci chiediamo: cosa succede se chiedo e mi risponde NO?
....allora chiediamoci: cosa succede se non chiedo? e ancora meglio, cosa succede se chiedo e mi risponde SI? 
E' meglio "lottare" con la nostra paura e vincere un SI, o restare fermi, al" sicuro", nella nostra zona comfort e così giocarci l'occasione di vincere? e per noi, questa occasione, che importanza ha? che valore ha? vale la pena rischiare?
E' vero, può dirmi di no.. ma se mi dicesse SI??


 

mercoledì 25 febbraio 2015

Ciao ☺

Ciao e benvenuto/a* sul mio blog!                                                       
(*uso il genere maschile per comodità, ma sempre riferendomi ad entrambi i sessi)
Mi chiamo Sofia e sono nuova nel mondo dei blogger.
Sono una Coach, Master PNL e Neurosemantica.
Facilitatrice del metodo "Tutta un'altra Vita" ideato da Lucia Giovannini.
Sono appassionata di benessere e crescita personale.

Il mio intento, o appunto obiettivo, è quello di condividere il mio sapere e le mie esperienze sulle varie strade che possiamo percorrere, ogni giorno nella nostra vita, per raggiungere i nostri obiettivi, che siano di lavoro, personali, di relazione o altro.
Obiettivo d'amore è l'obiettivo personale di ognuno di noi. 
La prima e fondamentale caratteristica dell' obiettivo è che sia d'amore, che sia cioè fonte e portatore di amore per noi stessi e per gli altri.
Questo blog nasce per condividere oltre al mio sapere, i miei passi verso i miei grandi obiettivi.
Se anche tu hai dei sogni nel cassetto che sono diventati per te molto grandi e molto importanti, è forse il momento di tirarli fuori e scoprire qual è la strada per realizzarli.
Partiamo? Let's go!!!